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Novità · 23/10/2026

Prezzi benzina: il diesel torna a 2,3 euro/litro in autostrada

Il tetto ai prezzi della maggior parte delle compagnie ha stabilizzato il costo dei carburanti nelle ultime settimane, anche se negli ultimi giorni si è vista una nuova tendenza alla crescita, in particolare in autostrada. Dove solo pochi distributori mantengono il ‘price cap’. Ed il costo del diesel è tornato a salire in maniera importante, ritornando a quota 2,3 euro al litro. Mentre prosegue la protesta degli autotrasportatori, con i blocchi dei Tir nel Sud Italia.

I prezzi di giovedì 22 ottobre

Il gasolio sulla rete autostradale è cresciuto di 6 millesimi, rispetto alla rilevazione di ieri sempre del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, raggiungendo appunto di nuovo 2,3 euro al litro. Un prezzo elevatissimo, se pensiamo ai costi di meno di un anno fa, prima che scoppiasse la guerra in Iran. E, come dicevamo, che i prezzi calmierati non riescono a tenere a freno. Anche la benzina ha visto una crescita, di 2 millesimi, ed è salita a 2,047 euro al litro.

Va un po’ meglio la situazione sulla rete stradale, dove l’effetto ‘price cap’ si sente ed è attivo in quasi tutti i distributori, con l’esclusione di qualche compagnia privata. La media nazionale della benzina è di 2,024 euro al litro, con una discesa di 2 millesimi rispetto a ieri, mentre il diesel è quotato 2,260 euro/litro, un millesimo in più nelle ultime 24 ore. Sono rimasti stabili anche i listini del Gpl, mentre il metano ha mostrato nuovi ritocchi al rialzo.

Un aumento del 31,4% in Europa

La crescita dei prezzi dei carburanti dall’avvio del conflitto in Medio Oriente è stata molto pesante, non solo in Italia, ma in tutta Europa. E lo attestano i dati di Eurostat, riferiti dall’ultimo mese terminato, quello di settembre. In media, il costo su base annua è cresciuto del 31,4% rispetto al prezzo di settembre 2025. Gli incrementi più elevati si sono verificati nei paesi dell’Est, in particolare, in Bulgaria (+42,2%), Estonia (+40,6%) e Lituania (+40,2%).

La situazione dell’Italia è leggermente migliore nella media, rispetto a quanto avviene in Europa. La crescita, infatti, è stata del 26,7% su base annua. Sempre molto, come dimostrano i prezzi ai distributori, ma in maniera un po’ inferiore alla maggior parte degli altri paesi del Vecchio Continente. Anche se la crescita sta proseguendo mese dopo mese.

Le proteste continuano

Questo caro dei carburanti viene pagato soprattutto da chi li utilizza per lavoro, come gli autotrasportatori. E quest’ultimi stanno proseguendo la loro protesta, in particolare nelle regioni meridionali, dove si susseguono i blocchi dei Tir, nonostante gli interventi a sostegno. Con anche difficoltà crescente per quanto riguarda i supermercati ed i distributori, sempre più vuoti, con l’allarme lanciato dai sindaci di Napoli e Bari: “Città a rischio paralisi”.

“L’obiettivo è quello di trovare risposte per tutti gli autotrasportatori – le parole del vicepremier Matteo Salvini a Libero – La mia attenzione è andata alle piccole imprese, spesso a conduzione familiare, che dispongono di quattro o cinque mezzi, magari datati, e che, per i vincoli imposti dalle assurde normative europee, non possono beneficiare dei contributi sbloccati”.

Quanto costa il diesel in autostrada il 22 ottobre 2026?
Il prezzo medio del gasolio sulla rete autostradale è tornato a 2,3 euro al litro, con un aumento di 6 millesimi rispetto alla rilevazione del giorno precedente del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Anche la benzina è aumentata, raggiungendo 2,047 euro al litro, con un rincaro di 2 millesimi.

Quali sono i prezzi medi di benzina e diesel sulla rete stradale?
Sulla rete stradale nazionale, la benzina costa mediamente 2,024 euro al litro, in diminuzione di 2 millesimi rispetto al giorno precedente. Il diesel si attesta invece a 2,260 euro al litro, con un aumento di un millesimo nelle ultime 24 ore. I prezzi del GPL sono rimasti stabili, mentre il metano ha registrato nuovi rialzi.

Quanto sono aumentati i prezzi dei carburanti in Europa?
Secondo i dati Eurostat relativi a settembre, i prezzi dei carburanti in Europa sono cresciuti mediamente del 31,4% su base annua rispetto a settembre 2025. Gli aumenti più elevati si sono verificati in Bulgaria (+42,2%), Estonia (+40,6%) e Lituania (+40,2%). In Italia il rincaro è stato del 26,7%.

Perché gli autotrasportatori stanno protestando?
Il forte aumento dei costi dei carburanti sta pesando soprattutto sugli autotrasportatori, che proseguono le proteste con blocchi dei Tir in diverse regioni del Sud Italia. Le mobilitazioni stanno causando difficoltà anche ai supermercati e ai distributori. I sindaci di Napoli e Bari hanno lanciato l’allarme sul rischio di paralisi delle città. Matteo Salvini ha richiamato l’attenzione sulle piccole imprese di trasporto che non possono beneficiare dei contributi.