Il ghiaccio sulle strade potrebbe essere contrastato senza attendere il passaggio dei tradizionali camion spargisale. In Norvegia è partita una sperimentazione che trasforma il guardrail in un sistema antighiaccio, capace di distribuire una soluzione salina direttamente sull’asfalto nei punti più esposti alle gelate. L’idea è intervenire prima che la carreggiata diventi pericolosa, utilizzando sensori ambientali e un impianto comandato a distanza.
Il progetto interessa un tratto dell’autostrada E6 e potrebbe aprire nuove prospettive nella manutenzione invernale, soprattutto dove le condizioni meteorologiche cambiano rapidamente. Non si tratta di eliminare completamente il sale, ma di distribuirlo con maggiore precisione, riducendo gli interventi non necessari.
In Norvegia il guardrail diventa uno spargisale automatico
La sperimentazione interessa la E6 tra Kvithammar e Åsen, lungo un tratto recentemente riqualificato. Qui sono stati installati ugelli e tubazioni direttamente nelle barriere di sicurezza, creando un impianto fisso che si sviluppa per circa 280 metri.
Il sistema utilizza una soluzione di acqua e sale, comunemente chiamata salamoia, che viene spruzzata sulla carreggiata quando le condizioni indicano un possibile rischio di formazione del ghiaccio. A differenza dei mezzi tradizionali, l’impianto non deve percorrere la strada per raggiungere il punto interessato.
La località scelta è Kleiva, una zona particolarmente esposta alle gelate. Roar Dypvik, consulente operativo di Nye Veier, spiega che qui le temperature risultano spesso inferiori rispetto ai tratti circostanti. La scarsa esposizione solare e la presenza di un corso d’acqua contribuiscono a creare condizioni favorevoli alla formazione del ghiaccio.
Sensori e controllo remoto per prevenire le gelate
Il funzionamento si basa sul monitoraggio di diversi parametri atmosferici. I sensori rilevano la temperatura e il punto di rugiada, un dato importante per valutare quando l’umidità presente nell’aria possa favorire la formazione di condensa o brina.
Quando le condizioni diventano critiche, il personale incaricato della manutenzione può attivare l’impianto da remoto. Gli ugelli distribuiscono quindi la salamoia direttamente sulla superficie stradale, cercando di impedire che il ghiaccio si formi prima dell’arrivo dei veicoli.
Il vantaggio principale è la possibilità di intervenire su una porzione molto precisa della rete viaria. Nel caso norvegese, il trattamento interessa esclusivamente i 280 metri considerati vulnerabili, evitando di spargere sale su tratti che non presentano le stesse condizioni di rischio. L’attivazione rimane comunque affidata agli operatori, sulla base delle informazioni raccolte dai sensori.
Meno sale sulle strade e possibili vantaggi ambientali
L’utilizzo del sale rappresenta da decenni uno degli strumenti principali per garantire la circolazione durante l’inverno. Tuttavia, il suo impiego comporta conseguenze ambientali e può accelerare la corrosione delle automobili, soprattutto nelle zone maggiormente esposte ai trattamenti.
La dispersione di sostanze saline può inoltre interessare il terreno e le acque circostanti. Concentrare gli interventi nei punti effettivamente a rischio potrebbe limitare il consumo complessivo di sale, anche se la sperimentazione dovrà dimostrare quanto sia significativo il beneficio rispetto ai metodi tradizionali.
L’obiettivo di Nye Veier è migliorare la sicurezza e utilizzare le risorse in maniera più efficiente. Un sistema fisso potrebbe risultare particolarmente interessante per curve, ponti e tratti ombreggiati soggetti a gelate frequenti. Restano però da valutare i costi d’installazione, la manutenzione degli ugelli e l’affidabilità nelle condizioni più severe. Per ora i camion spargisale rimangono indispensabili, ma il progetto norvegese suggerisce una possibile alternativa per proteggere i punti più pericolosi della rete stradale.
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